martes, 15 de marzo de 2011
Saludas con la mano que estaba entre tus piernas
Finisce tutto che la gran tensione scompare per stanchezza e non per soluzione.
Non ho paura di essere felice, te lo giuro, è di soffrire che mi fa più schifo, per cui se invece tu ti vuoi far sciogliere dal nulla, mi perdo.
E zitta zitta ti lascio nella culla
della sicura riva di chi ha paura, di chi segue a ruota, di chi attende.
So essere anche dura, quando è necessario, di nuovo questa accusa di troppa poesia.
Non ci rinuncio, è indipendente dalla volontà. E' tutta mia.
In questa storia tutto all'apparenza sembrerebbe in armonia: il foglio, la matita, il pentagramma, le chiavi, le note, le pause. Manca solo il tempo.
Che per te è quattro quarti. E per me è troppo lento.
Sorprende, a veces saber hablar mejor en otros idiomas cuando tu lengua se ha parado.
Gracias por las correcciones de una lengua que esta noche he olvidado,
gracias a otra lengua, os lo dejo a vuestra imaginación,
a vuestras lenguas y a las que recojan las lágrimas ajenas.
Imagen: Katia Chausheva
Suscribirse a:
Enviar comentarios (Atom)

ecco ecco
ResponderEliminar